Che cosa decide il metodo di ammortamento

L'ammortamento ripartisce il costo di un bene strumentale sugli esercizi in cui il bene viene usato, perché è in quegli esercizi che produce ricavi. La base ammortizzabile non è l'intero costo ma il costo meno il valore residuo, cioè quanto si prevede di ricavare dalla cessione a fine vita utile: quella parte non viene consumata e quindi non va spesata.

I tre metodi ripartiscono la stessa base in modo diverso nel tempo, ma il totale ammortizzato alla fine è identico. Le quote costanti distribuiscono in parti uguali e sono il riferimento del bilancio civilistico italiano. Le quote decrescenti concentrano il costo sui primi anni, coerentemente con beni che perdono valore rapidamente — automezzi, apparecchiature elettroniche — e con il fatto che le spese di manutenzione crescono invece negli anni successivi.

Il metodo della somma delle cifre degli anni è la via di mezzo: le quote scendono in modo lineare invece che geometrico, e a differenza delle quote decrescenti arriva sempre esattamente al valore residuo senza bisogno di correzioni sull'ultimo anno. Con vita utile di cinque anni i denominatori sono 5+4+3+2+1 = 15 e le quote seguono le frazioni 5/15, 4/15, 3/15, 2/15, 1/15.

Errori frequenti

  • Ammortizzare l'intero costo ignorando il valore residuo: la base ammortizzabile è la differenza fra costo e valore residuo, non il costo pieno.
  • Applicare la percentuale delle quote decrescenti al costo storico invece che al valore contabile residuo: così facendo si ottengono quote costanti travestite.
  • Dimenticare la riduzione alla metà della quota nel primo esercizio, prevista dalla normativa fiscale italiana per i beni entrati in funzione in corso d'anno: questo calcolatore mostra il piano civilistico pieno, non quello fiscale.

Domande frequenti

Come si calcola la quota di ammortamento a quote costanti?

Si sottrae il valore residuo dal costo storico e si divide per gli anni di vita utile. Un bene da 30.000 euro con residuo 3.000 e vita utile 5 anni dà quote da 5.400 euro l'anno.

Che cos'è la base ammortizzabile?

È la parte di costo che viene effettivamente spesata nel tempo, cioè il costo storico meno il valore residuo stimato. È identica in tutti i metodi: cambia solo come viene distribuita fra gli esercizi.

Quando conviene un metodo a quote decrescenti?

Quando il bene cede la maggior parte della sua utilità nei primi anni, o quando le spese di manutenzione crescono nel tempo e si vuole un costo complessivo più uniforme. Nel bilancio civilistico italiano il metodo va comunque giustificato.

Il totale ammortizzato cambia con il metodo?

No. Alla fine della vita utile tutti i metodi hanno spesato la stessa base ammortizzabile e portato il bene allo stesso valore residuo. Cambia soltanto la distribuzione del costo negli esercizi intermedi.

Come funziona questo calcolo

Base ammortizzabile: B = costo − valore residuo. Quote costanti: quota annua = B/n, con n anni di vita utile. Quote decrescenti a percentuale fissa p: quota dell'anno k = valore contabile all'inizio dell'anno × p, con il vincolo che il valore contabile non scenda mai sotto il valore residuo. Somma delle cifre degli anni: posto S = n(n+1)/2, la quota dell'anno k vale B · (n − k + 1)/S. In tutti i metodi il fondo ammortamento è la somma delle quote fino a quell'anno e il valore contabile è il costo meno il fondo. I piani mostrati sono civilistici e non applicano la riduzione fiscale del primo esercizio.