Equazioni lineari a coefficienti costanti

Un'equazione differenziale lega una funzione alle sue derivate. Quelle lineari a coefficienti costanti, a·y″ + b·y′ + c·y = f(x), descrivono molle, circuiti RLC, circuiti RC e decadimenti: sono le prime che si incontrano a scuola e all'università. La soluzione generale è la somma della soluzione dell'omogenea, con f = 0, e di una soluzione particolare qualsiasi.

Per l'omogenea si cerca y = e^(rx): sostituendo resta l'equazione caratteristica a·r² + b·r + c = 0. Due radici reali danno due esponenziali, una radice doppia r dà (C₁ + C₂x)·e^(rx), due radici complesse α ± iβ danno e^(αx)(C₁ cos βx + C₂ sin βx), cioè un'oscillazione che si smorza o cresce.

La soluzione particolare si trova per somiglianza: si prova una funzione della stessa forma del termine noto con coefficienti incogniti. Per y″ + 3y′ + 2y = 4x + e^(−x) si provano Ax + B e, poiché e^(−x) risolve già l'omogenea, K·x·e^(−x): viene 2x − 3 + x·e^(−x). Le condizioni iniziali fissano infine le costanti.

Errori frequenti

  • Dimenticare di moltiplicare per x in caso di risonanza: la prova Ke^(−x) darebbe 0 = e^(−x), impossibile.
  • Applicare le condizioni iniziali alla sola soluzione omogenea invece che a quella completa.
  • Scrivere le radici complesse come due esponenziali reali: servono seno e coseno di βx.

Domande frequenti

Che cos'è il problema di Cauchy?

È l'equazione più le condizioni iniziali, il valore di y e, per il secondo ordine, di y′ in un punto x₀. Fissano le costanti e rendono la soluzione unica.

E se il termine noto è diverso, per esempio ln x?

Il metodo di somiglianza funziona solo per polinomi, esponenziali, seni, coseni e loro prodotti. Negli altri casi si usa il metodo di variazione delle costanti, che richiede integrali spesso non elementari.

Che cosa rappresentano le radici complesse?

Un'oscillazione: la parte immaginaria β è la pulsazione, la parte reale α dice se l'ampiezza si smorza (α < 0), cresce (α > 0) o resta costante (α = 0).

Come funziona questo calcolo

Omogenea: a·r² + b·r + c = 0. Δ > 0: y = C₁e^(r₁x) + C₂e^(r₂x); Δ = 0: y = (C₁ + C₂x)e^(rx); Δ < 0: y = e^(αx)(C₁ cos βx + C₂ sin βx). Particolare per f = xᵏe^(mx) cos(ωx) o sin(ωx): si scrive f come parte reale di e^(λx)G(x), λ = m + iω, e si cerca y = Re[e^(λx)R(x)] con a·R″ + (2aλ + b)R′ + p(λ)R = G, moltiplicando R per x^s se λ è radice caratteristica di molteplicità s. Le condizioni iniziali danno un sistema lineare in C₁ e C₂.